Cari colleghi, vogliamo ragionarci in modo schietto e diretto?

Ho partecipato ad un dibattito di un think-tank su ricerca e innovazione. Le regole di queste riunioni vietano di dire chi fosse presente, ma permettono di citare i temi discussi. Vi propongo un pensiero che in realtà mi assilla da tempo e che vedo essere radicato nelle opinioni di molti miei colleghi.

Secondo molti, il passaggio da ricerca a innovazione (cioè da esplorazione a mercato) è un continuo che tutto sommato si può fare in università. A me pare che tutte le esperienze che ho visto a livello nazionale ed internazionale dicano il contrario (ne discuto in dettaglio ne Il…


Dati e confronti nel campo dell’Information & Communication Technology

Nel nostro Paese si parla molto della rete tedesca di centri per l’innovazione tecnologica conosciuta come Fraunhofer. Con l’amico Marco Bentivogli abbiamo proposto di creare la rete InnovAction, valorizzando e integrando centri italiani che hanno struttura e missione confrontabile (come Fondazione LINKS, Fondazione Bruno Kessler e Cefriel). Ma qual è la struttura del Fraunhofer? Come funzionano i centri di quella rete? Come si finanziano? In realtà, molto si può dedurre proprio osservando la struttura dei bilanci (soprattutto dei ricavi) e la dimensione e composizione del personale. Per questo motivo, ho fatto un piccolo esercizio di analisi dei bilanci e in…


Quando andavo alle elementari e medie, con la fine della scuola si apriva un lungo periodo prima del viaggio ad agosto per andare a trovare i nonni e per le tradizionali settimane di vacanze al mare, sull’Adriatico. Passavo molto tempo all’oratorio, ma per parecchi anni usufruii anche di un servizio fantastico del Comune di Milano: le vacanze in città al Trotter.

Il Parco Trotter si trova in una zona storica della città, proprio sotto l’arco che il terrapieno della ferrovia traccia in uscita da Milano Centrale in direzione di Lambrate. È un ampio parco tra Viale Monza e Via Padova…


Siamo al servizio del click, del mi piace, del sondaggio, dell’audience, del consenso. Mai fare scelte scomode, contro corrente, anche se giuste.

Non è giusto ciò in cui crediamo: è giusto ciò che ci fa acquisire consenso. Si vive per il consenso. A nulla si rinuncia pur di non perdere consenso. Tutto si fa per acquisirne un po’ di più. Si dice qualunque cose e il suo contrario per il consenso. La coerenza, la verità, la fatica della ricerca del profondo scompaiono.

E così non ci accorgiamo che diventiamo signori del nulla, della «casa costruita sulla sabbia», senza fondamenta, senza ragione, senza fatica, senza essenza. Solo interesse, magari coperto di vuote parole, retorica fine a se stessa. Solo relazione, scambio, compromesso. Senza passione, senza sostanza, senza anima.

Una maschera vuota con un po’ di belletto.


Oggi sul tema delle reti se ne sono dette di cotte e di crude e voglio provare a fare un po’ di ordine.

Questa mattina leggo questo tweet di Del Rio:

Grande grande confusione. Andiamo con ordine. Ho risposto così:

Ci sono tante infrastrutture e tecnologie che sono utilizzate per generare, trasportare e gestire dati e dati sensibili. Se la preoccupazione fosse quella della sicurezza, perché mai solo la rete dovrebbe essere pubblica? Anzi, sulla rete di solito i dati sensibili viaggiano criptati. Semmai dovremmo preoccuparci dei dispositivi che generano, gestiscono e manipolano quei dati. Perché allora non…


In questi giorni si parla molto di rete unica e mi par di scorgere una grande confusione. Devo dire che molto dipende da una insufficiente comprensione di come la transizione da commutazione di circuito a commutazione a pacchetto ha cambiato la struttura e la natura stessa del mercato (ne parlavo nel 2007 in questo white paper).

La competizione

Molti dicono che con la rete unica non ci sarebbe competizione. In realtà, il discorso è un po’ diverso e deve partire da una chiara identificazione dei due livelli del mercato e degli operatori coinvolti: wholesale e retail.

Un operatore wholesale affitta la rete…


Una proposta “forte”

Nel nostro paese si vive un dibattito decennale centrato sulla diatriba “prima la domanda” o “prima l’offerta” nel mondo della banda ultra-larga.

  • Alcuni (incluso me) ritengono che l’offerta di banda ultra-larga sia ancora insufficiente (FTTC non basta) e a macchia di leopardo.
  • Gli operatori dicono che nonostante gli investimenti l’adozione della banda ultra-larga è ancora limitata e quindi va stimolata la domanda.

A mio giudizio, ci sono già i servizi chiave per stimolare la domanda. Abbiamo servizi di entertainment video evoluti (Netflix, Sky on demand, Internet in genere). Il mondo del lavoro che compete ormai non può vivere senza banda…


In questo periodo mi trovo spesso a ripensare quale debba essere il mio ruolo come docente, universitario, accademico. Cosa devo fare? Come lo devo fare? Quale è il mio compito in università e fuori dalle mura del Politecnico?

  • Come docente devo insegnare. È uno dei compiti principali: aiutare i nostri giovani (e non solo) a diventare persone e professionisti maturi.
  • Come ricercatore, devo cercare di produrre conoscenza per promuovere la crescita della società e il miglioramento delle nostre condizioni di vita.

Basta questo? E il modo in cui lo si fa è irrilevante?

In questi anni mi sono convinto che…


Idee e proposte per la riflessione pubblica

In questa pagina elenco una serie di contributi che ho scritto in questi mesi sul tema del digitale nel nostro paese.

Cittadini ai tempi di Internet

In primo luogo, nel saggio “Cittadini ai tempi di Internet” ho cercato di riflettere su come cambi la cultura e la società con l’avvento del digitale.

In queste pagine trovate informazioni, recensioni e commenti.

Articoli pubblicati su Astrid Rassegna

Ho scritto diversi articoli su questi temi per la rivista della Fondazione Astrid. Qui di seguito quelli che reputo più rilevanti.

  • Per la digitalizzazione del Paese serve una discontinuità. Giugno 2020. PDF File. Mio commento ai contenuti su innovazione e digitalizzazione del Rapporto Colao.
  • L’innovazione…


In questi giorni tristi e difficili si è tornati a parlare del Pio Albergo Trivulzio, la residenza per anziani che noi milanesi conosciamo come “la Baggina”. È un nome che deriva dal fatto che il palazzo è collocato su quella che era conosciuta come la via Baggina, la strada che portava a Baggio, uno dei quartieri della periferia milanese. Per i milanesi, la Baggina è una istituzione storica perché rappresenta l’attenzione e la cura verso gli anziani, i nostri vecchi. …

Alfonso Fuggetta

Insegno Informatica al Politecnico di Milano e lavoro al Cefriel. Condivido su queste pagine idee e opinioni personali.

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