L’innovazione per l’industria italiana

Articolo scritto per un numero speciale di Media 2000 curato da Roberto Saracco.

1. Un punto di svolta

Le imprese italiane si trovano di fronte ad un importante punto di svolta, quello che nel mondo anglosassone si chiama inflection point. All’uscita dalla crisi esse devono cogliere le sfide e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per innovare in modo profondo e diffuso prodotti, processi e servizi. Non è più possibile affidarsi a svalutazioni competitive, né a politiche protezionistiche che ci isolino dai nostri competitor. Dobbiamo valorizzare le tante qualità che contraddistinguono le nostre imprese e i nostri territori, senza paure o timori reverenziali, per rilanciare con forza il nostro percorso di sviluppo e di crescita.

Per perseguire questi obiettivi abbiamo bisogno di procedere con decisione e urgenza. Non possiamo rimandare o illuderci che “ci sia tempo”. Il mondo corre e noi dobbiamo reggere il passo e, anzi, recuperare il terreno perduto. Peraltro, per farlo non possiamo affidarci alla fretta o all’approssimazione, ma dobbiamo centrare la nostra azione attorno ad alcuni punti fermi.

2. Il senso del cambiamento

Cosa significa cambiare, innovare? Purtroppo, troppo spesso in troppe imprese l’innovazione viene interpretata e vissuta solo come il rinnovamento dei macchinari e delle linee di produzione. Ovviamente, è utile introdurre tecnologie più moderne e quindi migliorare i processi produttivi. Ma è solo una parte del processo di innovazione e, tendenzialmente, certamente non quella più critica o strategica.

La sfida posta dalle moderne tecnologie risiede nell’effetto dirompente sulla struttura e natura stessi dei prodotti e dei servizi offerti dall’azienda. Non si tratta semplicemente di produrre più velocemente o a meno. Il cambiamento è radicale e parte dal ripensamento profondo del posizionamento dell’azienda sul mercato, dal valore distintivo dei suoi prodotti e servizi, dalle modalità attraverso le quali interagisce con i propri clienti, dal rapporto che instaura con i propri fornitori e partner. Ed è un cambiamento che stimola la creazione di nuovi modelli di business e l’evoluzione dell’intera catena del valore.

Per questo l’innovazione è un processo che deve coinvolgere l’azienda a 360°, cominciando con una crescita diffusa e profonda del capitale umano. Intelligenza artificiale, tecnologie mobili, robotica certamente hanno non potranno mai sostituire un capitale umano di valore. Anzi, al crescere della complessità e ricchezza delle tecnologie deve necessariamente accompagnarsi una equivalente crescita delle competenze e delle professionalità che arricchiscono e animano la vita della azienda.

3. Il ruolo del pubblico

Il Pubblico deve sostenere questo processo in quanto strategico e vitale per il futuro del nostro Paese. Ma il suo intervento deve essere da un lato rispettoso dell’autonomia e dell’indipendenza della società civile e, dall’altro, deve costituire uno strumento di accelerazione e abilitazione dei processi di innovazione e non come un improprio strumento dirigista che limiti la libertà di imprese e imprenditori.

Per certi versi, lo Stato e il Pubblico dovrebbero “sparire”, riducendo le troppe indebite ingerenze nella vita economica e sociale del Paese, così come dovrebbe impegnarsi per limitare gli oneri e le incombenze di una amministrazione pubblica che troppo spesso opera come controllore e freno, e non come abilitatore e elemento a servizio della crescita e del benessere del paese.

Lo Stato e il Pubblico devono essere presenti per aiutare, sostenere, abilitare, accelerare i processi di innovazione delle imprese e non solo per controllarle. Servono strumenti di intervento agili e automatici, che diano certezza e concretezza alle imprese. Non per niente, strumenti come il credito di imposta in ricerca e innovazione e quelli previsti da Industria 4.0 stanno dimostrando di poter incidere concretamente e velocemente sui processi di innovazione del Paese.

4. Il ruolo delle imprese

Le imprese devono affrontare tre grandi sfide.

5. Il ruolo del mondo della ricerca e dell’innovazione

Gli enti di ricerca e innovazione e le università devono saper declinare le proprie attività in modo da accompagnare questi processi allineando i propri processi e le proprie strutture operative a quelle che sono le dinamiche e le esigenze poste dai tempi e ritmi dei processi innovativi. Non è facile e non è detto debba essere fatto utilizzando le stesse strutture e gli stessi modelli utilizzati per ricerca di lungo periodo o la formazione curriculare classica. A sfide nuove e complesse serve rispondere con strumenti adeguati e coerentemente strutturati. Solo in questo modo saremo in grado di contribuire in modo organico e diffuso alla crescita complessiva delle nostre imprese e conseguentemente anche del Paese tutto.

Insegno Informatica al Politecnico di Milano e lavoro al Cefriel. Condivido su queste pagine idee e opinioni personali.

Insegno Informatica al Politecnico di Milano e lavoro al Cefriel. Condivido su queste pagine idee e opinioni personali.